La Nostra Storia

Cosa Produce Montefili

La storia di Montefili

Sulle spalle dei giganti

Il nome Montefili si riferisce al nome della collina dove si trovano i nostri vigneti. Sono terre davvero antiche, con radici profonde e storie da raccontare che sono passate di mano nel corso degli anni, dai romani ai monaci, fino a noi.

montefili at sunset

La cronologia di Montefili

Duemila anni di evoluzione

Epoca etrusco-romana
Montefili Antica
Questa collina, poco oltre il castello di MonteFioralle, si trova sulla cresta dei monti che fanno da spartiacque tra la valle di Greve e la Val di Pesa. Nel 700 a.C. gli Etruschi fecero di questa posizione strategica la loro dimora, godendo dell'ampia vista panoramica lungo la strada etrusca che da Volterra portava a Fiesole. Secoli dopo, i Romani vi costruirono un insediamento militare e la famiglia Filippi diede a questo luogo il nome di Montefilippi, il monte dei Filippi, poi abbreviato in Montefili. La nobile famiglia romana costruì su questa collina un possente castello in pietra.
Epoca etrusco-romana
986 A.D
Montefili medievale
Nel maggio del 986 d.C. il castello viene citato in diversi documenti della Badia a Passignano, abbazia benedettina ancora oggi esistente, i cui monaci vollero un pezzo di questo illustre territorio. Dopo alcuni decenni di baratti tra diverse fazioni della chiesa, il castello e le sue proprietà furono infine donati alla Badia a Passignano nel 1048 d.C.. I monaci hanno risieduto qui per 200 anni, producendo i loro vini e praticando la loro fede senza molte interferenze. Tuttavia, nel 1260 i ghibellini - fanatici del Sacro Romano Impero - fecero guerra alla zona dopo la battaglia di Montaperti, distruggendo il castello. I documenti di questa zona del Medioevo sono andati perduti, ma possiamo solo immaginare le battaglie combattute e vinte per mantenere il controllo di questo luogo molto desiderato.
986 A.D
1950s - 1970s
Super Tuscans e l'ascesa di Montefili
La nostra storia contemporanea inizia seriamente negli anni Settanta. Negli anni Cinquanta e Sessanta (gli anni del fiasco) i vini toscani erano in una corsa al ribasso, ma le cose sarebbero presto cambiate. Nel 1968 il Marchese Incisa impiantò a Bolgheri vigneti di Cabernet che sarebbero diventati il famoso Sassicaia. Nel 1970 il cugino Antinori iniziò ad aggiungere il Cabernet al suo Tignanello.
1950s - 1970s
1970s - 1980s
Produzione di vini ribelli
I Super Toscani erano arrivati: varietà francesi, territorio italiano e nessuna corrispondenza con il sistema di denominazioni ritenuto troppo restrittivo. Era la vinificazione contro corrente degli anni '70, la rinascita del vino italiano così come lo conosciamo. I mercati internazionali si scatenarono. Nel 1975, nel pieno di questo inebriante momento di innovazione, la famiglia Acuti inaugura Vecchie Terre di Montefili, impiantando gli stessi vigneti di Sangiovese che ancora oggi fanno il nostro Anfiteatro. Nel 1981, incoraggiata dal successo mondiale dei vini toscani unici al mondo, impiantò il Cabernet Sauvignon e iniziarono a produrre Bruno di Rocca.
1970s - 1980s
2000
Il primo distretto biologico d'Italia
Nel 2000, Montefili si è unita ai produttori confinanti per fondare il primo bio-distretto d'Italia, sotto la supervisione dell'Unione Viticultori di Panzano. Questa utopia sostenibile e biologica nelle colline toscane rappresenta una responsabilità verso la terra, verso le piante e verso gli amanti del vino di tutto il mondo.
2000
2015
La nuova era di Montefili
Nel settembre 2015, Vecchie Terre di Montefili è passata nelle mani di tre amici americani Nicola Marzovilla, Frank Bynum e Tom Peck Jr.: tre italofili, curiosi, audaci e coscienziosi. Montefili aveva tutto quello che cercavano e anche di più: il terroir, il senso di appartenenza, la buona uva e, meglio ancora, un luogo puro di cui innamorarsi, un posto dove volevano semplicemente stare. Con ambiziosi piani per preservare la sacralità di questa terra, proiettandola nel futuro come una fenice che sorge nella zona del Chianti Classico, i tre hanno impiegato il talento di una giovane e pionieristica agronoma: Serena Gusmeri. La sua prima annata, nel 2015, ha ricevuto il plauso della critica mondiale: qualcosa di speciale aveva cominciato a mettere radici.
2015
2020–
Il nostro futuro
Vogliamo rendere Montefili migliore ogni anno. Con la mente aperta e la volontà di evolvere, ci sforziamo di prepararla per il futuro, quando tramanderemo questo pezzo di paradiso alle nuove generazioni.
Vecchie Terre di Montefili proietta una lunga ombra. È un albero con le radici profonde di mille mani passate; il suo DNA racchiude i codici per creare migliaia di foglie future. La bellezza è data dal fatto che nessuno su questo albero è importante da solo. Sono solo una foglia di quell'albero antico che continua a crescere anno dopo anno.
2020–

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