Serena Gusmeri: Enologa

Padroneggiare il territorio

Serena a Montefili

Una vestibilità perfetta

Serena Gusmeri si è unita a Montefili nell’estate del 2015. Un’enologa giovane e intuitiva, con una profonda sensibilità per l’interpretazione dei vecchi vitigni e l’ambizione di proiettare Montefili nel futuro. Condividendo la convinzione di Nicola, Frank e Tom che il ruolo di una grande enologa sia semplicemente quello di pastore della natura, la sua prima annata, acclamata dalla critica, ha segnato l’ascesa del Montefili, una fenice che sorge nel Chianti Classico.

“La prima volta che io e Serena abbiamo camminato tra le vigne, abbiamo parlato di quanto fosse speciale Montefili e di come entrambi volevamo che la terra guidasse i vini che avremmo prodotto. Quel pomeriggio capii che lei era esattamente la persona che volevamo”.

–Frank Bynum, Co-Founder

Incontra Serena

Nelle sue stesse parole...

La natura è sempre stata nella mia anima. Sono cresciuta a Brescia, ai piedi delle Alpi lombarde, in un ambiente semplice e contadino. Quando i miei genitori andavano in vacanza, ero io ad occuparmi dell’orto e degli animali – vivere nella natura e lavorare con le mie mani mi ha sempre resa felice e quella sensibilità mi ha guidata sulla strada per diventare un viticoltore.

Ho frequentato l’Università di Verona e ho completato il mio master a Milano, facendo un viaggio in Australia per scrivere la mia tesi. Dopo la laurea, ho trascorso un anno e mezzo in Franciacorta nella spumantizazzione e poi sei anni in Campania, tra Benevento e Ischia.

Queste esperienze mi hanno insegnato qualcosa di vitale: che non ci possono essere due vigneti uguali. La ricchezza di vitigni autoctoni in giro per l’Italia esiste grazie all’ecosistema e agli ambienti in cui possono esprimersi al meglio.

Sulla produzione di vino

Da lì, la mia metodologia e le mie esperienze si sono ampliate. In Campania ho iniziato a studiare il comportamento delle piante e a valorizzarne le attitudini, prestando la massima attenzione al loro stato di salute. Volevo che le uve fossero veramente rappresentative di ogni vendemmia, senza correzioni. Ho sviluppato una grande sensibilità verso le viti e le loro esigenze, una dedizione che porto avanti nel mio lavoro a Montefili.

La mia arrivo a Vecchie Terre di Montefili è nato come un’opportunità grazie al primo incontro con Nicola e poi con Frank e Tom dove, da esperienze diverse e desideri condivisi, è nato questo progetto. Quando Nicola mi ha portata per la prima volta a Montefili, camminando tra i vigneti, ho capito che questo era il posto dove volevo essere. Il terreno sassoso sotto i miei piedi, le vecchie e bellissime vigne mi hanno dato una sensazione esaltante, la conferma che esistono ancora dei luoghi veramente benedetti e unici.

“Ogni singolo appezzamento di questa terra è un mondo a sé stante”.

–Serena Gusmeri, Winemaker

A Montefili

Fin dall’inizio mi sono immersa in Montefili, lasciandomi permeare dall’ambiente così com’era. Sono stata rispettosa e non invadente, prima ascoltando le piante e poi scegliendo il percorso da seguire. Il mio obiettivo era quello di esprimere questo luogo incredibile e non me stessa.

Ogni singolo appezzamento di terreno è un mondo a sé, esposizione diversa, terreni ricchi di galestro, anni di impianto e tipi di allevamento che incidono sulle caratteristiche delle uve che vengono raccolte e quindi del vino ottenuto. Pertanto, la mia scelta di trattare ogni singola parcella come un unico vino è stata naturale; ognuna ha le sue esigenze e la sua singolare storia da esprimere. Abbiamo intrapreso un progetto di studio del suolo di ogni parcella, affidandoci a un approccio scientifico per scoprirne le vere potenzialità.

In cantina, le fermentazioni spontanee e il lungo affinamento in botti medio-grandi sono la chiave per percepire Vecchie Terre di Montefili in ogni singola bottiglia. Quando il frutto è così buono il ruolo dell’enologo in cantina è solo quello di facilitare delicatamente il passaggio dall’uva al vino. Dai Chianti Classico, dalla famiglia dei Montefili, ai Super Tuscans Anfiteatro e Bruno di Rocca; ogni bottiglia ha una storia diversa e scelte specifiche per permettere ad ogni annata di esprimersi.

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